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Convegno Finale 24/06/2012
Premessa
l fatto che il vino sia di origine antica, profondamente legato alle tradizioni ed alla cultura dei popoli occidentali, potrebbe indurre ad immaginarne un mercato statico.
Invece il mercato del vino ha acquisito negli ultimi decenni tratti sempre più vicini ai prodotti industriali, divenendo oggetto di strategie di commercializzazione innovative e di moderne logiche commerciali.

Il marketing del vino ed il mondo del turismo ad esso profondamente legato si sono evoluti, internazionalizzandosi sempre di più, catturando l'attenzione di un pubblico sempre più vasto che ha identificato nel vino il prodotto di valore che rappresenta bene stile e qualità della vita.

E' sorta una vivace richiesta in nuovi paesi dove il vino non é mai stato un componente della  tradizione locale e si è verificata un’ampia disponibilità a pagare la qualità da parte di consumatori appassionati ed esperti.
Questo grazie all'opera di una moltitudine di "artisti del vino" che hanno saputo tessere e ricamare l'immagine del vino di qualità come status symbol, affiancare al vino la tradizione e la cultura.

Il mercato del vino si è pertanto profondamente modificato offrendo nuovi spunti, nuove possibilità di valorizzazione del prodotto e convogliando in questo settore una quantità di denaro che lo rendono il più vivace e redditizio tra i comparti dell'agroalimentare. Nell'arco di trent'anni attorno al vino si è creato un mondo e si sono mossi nuovi capitali; la Francia e l'Italia, tradizionali paesi produttori hanno beneficiato per primi e più di tutti di questa eccellente fioritura, ma proprio questo ha spinto altri paesi mondiali ad entrare nel settore investendo ingenti somme nella produzione vitivinicola e lanciandosi in una imponente competizione per guadagnare quote di questo gigantesco mercato.

Questa evoluzione rende il mondo vitivinicolo vivace e tumultuoso.
Se da un lato l'evoluzione della richiesta segue un trend positivo, dall'altro i nuovi paesi produttori sono diventati acerrimi concorrenti su ogni fronte: produzione in campo, pratiche enologiche, certificazioni di qualità, affermazione del marchio, promozione, pubblicità, prezzo.

I Consorzi di tutela veneti, del Chianti Classico e dell'Asti, che interpretano un ruolo importantissimo nell'organizzare e gestire le denominazioni, attraverso il Contratto di filiera "Territori DiVini" hanno inteso dare un supporto concreto alle imprese coordinando, oltre a una serie di iniziative promozionali svolte sui mercati esteri, un complesso progetto di ricerca che ha riguardato i Vitigni autoctoni, la Stabilità dei vini bianchi, lo Sviluppo e miglioramento dei vini passiti, l'Analisi da telerilevamento e la Storia e cultura della vite e del vino.

Abbiamo la convinzione che i risultati degli studi, svolti con competenza e professionalità da ricercatori di vari Enti coadiuvati dai tecnici dei Consorzi, offriranno un ulteriore strumento alle nostre aziende per affrontare le sfide di un mercato globale.

Due ringraziamenti, entrambi davvero sentiti, per chiudere: il primo va a tutti coloro che a qualsiasi titolo hanno lavorato nel progetto e il secondo va al Ministero delle Politiche Agricole e all'Istituto di Sviluppo Agroalimentare che ci hanno messo a disposizione i mezzi economici necessari a realizzare i nostri obiettivi.

Ing. Piona Luciano
Presidente della Soc. Cons. Territori DiVini

Dott. De Martin Pierclaudio
Consigliere Delegato per la ricerca della Soc. Cons. Territori DiVini