Gli investimenti di progetto
Come già detto alla base della filiera c’è la costituzione della Soc. Consortile TERRITORI DIVINI tra il Consorzio per la Tutela dell’Asti, il Consorzio Vino Chianti Classico e l’Unione dei Consorzi Vini Veneti DOC.

Tutte le azioni del progetto previste dai Consorzi a favore dei loro associati, e relative agli anelli trasversali del controllo di qualità sul processo e sul prodotto, della ricerca e del marketing, verranno portate avanti congiuntamente dai tre Consorzi riuniti nella nuova Soc. Consortile Territori Divini, nel senso che le decisioni, la metodologia e le strategie di intervento verranno decise di comune accordo e saranno realizzate unitariamente. Attraverso i Consorzi le aziende verranno costantemente aggiornate ed informate, e questo farà in modo che i risultati ottenuti diventino un patrimonio di tutta la filiera.

Forti di un patrimonio di qualità e tipicità, consapevoli della necessità di innovare continuamente prodotti e processi produttivi, consapevoli altresì che «l’unione fa la forza» e che le possibilità di competere con successo in un mercato sempre più dominato dai grandi gruppi multinazionali sono legate alla formazione di veri e propri «sistemi» territoriali, i consorzi proponenti si sono associati con l’obiettivo fondamentale di promuovere lo sviluppo dell’intera filiera TERRITORI DIVINI. Una filiera multiregionale, caratterizzata da un lato da una struttura produttiva articolata in territori nei quali predominano differenti tipologie d’impresa, dall’altro da una complementarietà di prodotti che rende le stesse imprese tra loro non in competizione sul mercato. Infatti, i territori vinicoli compresi nella filiera danno luogo a differenti tipologie di prodotto (bianchi, rossi e spumanti) la cui posizione di mercato non è sovrapponibile. Il rafforzamento competitivo della filiera potrebbe dar quindi origine ad un equivalente rafforzamento del posizionamento sul mercato dei prodotti senza penalizzare nessuno dei soggetti partecipanti.
 
La strategia per lo sviluppo della filiera TERRITORI DIVINI si articola in tre assi di intervento:

Il primo asse comprende azioni tese al miglioramento qualitativo della base viticola.
Gli interventi possono essere distinti in:
- investimenti aziendali sono volti al miglioramento qualitativo dei prodotti sia attraverso l’ammodernamento e la razionalizzazione delle strutture e l’introduzione di innovazione tecnologica nelle singole imprese;
- investimenti di filiera con specifiche azioni di ricerca (vitigni autoctoni: loro caratteristiche e valorizzazione soprattutto per gli aspetti salutistici, messa a punto di tecniche per la loro identificazione e tracciabilità, vini passiti, vini bianchi stabili, ecc.).

Il secondo asse di interventi concerne il rafforzamento del posizionamento competitivo di tutti i vini DOC e DOCG della filiera TERRITORI DIVINI particolarmente esposti alla concorrenza internazionale. In questo ambito si distinguono:
- investimenti aziendali legati alla possibilità di differenziazione della «qualità tecnologica» dei prodotti con azioni da parte delle aziende di innovazione tecnologica delle fasi di vinificazione ed imbottigliamento;
- investimenti di filiera con particolare attenzione alla componente di servizio, al marketing relazionale ed in particolare ai rapporti con la clientela, all’aumento dell’efficienza dei sistemi distributivi, alla rapida implementazione di nuovo valore aggiunto attraverso la certificazione di sistemi di qualità aziendali, ambientali, di prodotto e di filiera. In quest’ottica sono da considerare tutti gli investimenti previsti dai Consorzi per la costituzione di un Centro di Monitoraggio Permanente sulla Tracciabilità.

Un terzo asse di intervento punta al recupero ed al rafforzamento dei profili organolettici in grado di legare la qualità tecnologica al territorio, nonché di intervenire sulle componenti immateriali che sempre più possono contribuire ad accrescere il valore aggiunto dei vini DOC e DOCG della filiera. In questo asse si inseriscono tutte le azioni legate a promozione, comunicazione, pubblicità nonché le ricerche sulla storia della cultura della vite e del vino, l’analisi mediante telerilevamento ecc.

Quanto sopra descritto mette in evidenza anche la necessità della Filiera Territori DiVini di affermare una nuova filosofia di marketing collettivo in grado di spostare i termini della competizione dal settore vitivinicolo al sempre più complesso sistema territoriale. Per la filiera si tratta di trovare nuove sinergie tra politiche di marca aziendale e di marchio collettivo non più riconducibili alla sola denominazione di origine, bensì alla qualità differenziale che una specifica regione, ma anche l’area-sistema Langhe-Veneto-Chianti, possano essere in grado di esercitare nei confronti di altri territori con i quali si troveranno a competere. Ciò richiede di diffondere una nuova dimensione relazionale, poiché la percezione della qualità viene sempre più a dipendere dai valori che sono riconducibili ad un determinato territorio.

Gli investimenti ammessi a seguito dell’iter di approvazione del contratto da parte del MiPAF, per un totale di 43.724.745,91 euro, sono così articolati:
   
investimenti nelle aziende agricole 3.821.327,81 €
 investimenti in trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli compresi nell’allegato I del Trattato 24.374.100,00 €
 investimenti in tracciabilità, promozione e comunicazione del sistema di filiera 8.969.999,00 €
 investimenti in pubblicità dei prodotti
 4.109.333,00 €
 investimenti in ricerca e sviluppo
 2.449.986,10 €
 TOTALE 43.724.745,91 €

In sintesi gli INVESTIMENTI DI FILIERA,  cioè quelli portati avanti dai Consorzi a favore dei loro associati, sono:

1. PROGETTO PER LA COSTITUZIONE DI UN CENTRO SERVIZI PERMANENTE PER LA TRACCIABILITÀ DELLA FILIERA
Il presente progetto dell’ATI Territori DiVini prevede la costituzione di OSSERVATORIO PERMANENTE PER LA TRACCIABILITÀ DELLA FILIERA; si tratta in sostanza di un sistema che mette in atto una costante verifica “sul campo” del sistema di tracciabilità, ripercorrendo tutti i passaggi e i relativi pareri di conformità e le certificazioni che hanno consentito aI prodotto di essere designato con la DOCG o con la DOC.
E’ un progetto di verifica dell’immagine e della qualità dei Vini a denominazione di origine della filiera, una sorta di verifica a “ritroso” della tracciabilità, concretizzato in un monitoraggio della situazione esistente su alcuni dei principali mercati.

2. FORMAZIONE DEL PERSONALE FINALIZZATA ALL'APPLICAZIONE DELLE NORME DI ASSICURAZIONE DI QUALITÀ
Per diffondere in maniera capillare il concetto di tracciabilità e rintracciabilità, ma soprattutto per mettere in atto processi di tracciabilità e rintracciabilità vitivinicola, si prevede di investire sulla formazione degli operatori dei consorzi preposti alla gestione del piano di monitoraggio e alla tracciabilità della filiera Territori DiVini e sulla formazione dei responsabili aziendali aderenti alla filiera.
Si tratta di proporre e strutturare percorsi formativi che definiscano figure con sufficienti competenze per la gestione della propria attività secondo norme di qualità.

3. PROGRAMMA PER LA PARTECIPAZIONE A CONCORSI, MOSTRE E FIERE (PIANO DI PROMOZIONE DELLA FILIERA TERRITORI DIVINI)
Per diffondere all’estero la conoscenza dei vini DOC e DOCG della Filiera Territori Divini, si prevede di organizzare e partecipare a fiere ed eventi speciali di conoscenza e divulgazione (wine tasting), confermando gli appuntamenti tradizionali e aderendo ad eventi organizzati in realtà geografiche emergenti.

4. PIANO DI COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE DELLA FILIERA TERRITORI DIVINI
Per indurre operatori economici e consumatori all’acquisto e quindi al consumo dei DOC e DOCG della Filiera Territori Divini, si prevede di realizzare una compagna pubblicitaria che coinvolgerà l’intero territorio nazionale. Il programma di comunicazione si articolerà attraverso azioni di campagna pubblicitaria su stampa nazionale e riviste, campagna pubblicitaria su emittenti rafio-televisive private, attività di ufficio stampa

5. INSIEME DI RICERCHE CHE COINVOLGONO I VARI ANELLI DELLA FILIERA
- analisi da telerilevamento satellitare sviluppo di sistemi di monitoraggio del territorio viticolo per il miglioramento qualitativo delle produzioni e per la razionalizzazione della gestione del vigneto
- vitigni autoctoni: loro caratterizzazione, valorizzazione soprattutto per gli aspetti salutistici e messa a punto di tecniche per la loro identificazione e tracciabilità
- produzione di vini bianchi stabili
- sviluppo e miglioramento dei vini ottenuti da uve appassite
- storia e cultura della vite e del vino