Obiettivi e innovatività della Filiera Territori DiVini
La costituzione della filiera Territori DiVini, di prodotti DOC e DOCG, è fortemente legata all’importanza che qualità e tipicità del prodotto hanno via via assunto negli ultimi anni e ciò è dimostrato da un’analisi eseguita sui consumi che ha rilevato:
a) l’aumento della spesa pro-capite e la tendenza a sostituire la quantità con la qualità;
b) la crescente attenzione del consumatore ad orientare le proprie scelte d’acquisto verso prodotti che richiamino fattori immateriali e nuove occasioni di consumo quali: le identità territoriali, la socialità, la adattabilità dei vini a particolari occasioni di consumo, la notorietà della marca o del produttore, l’identificazione soggettiva della qualità;
c) il reale aumento di competitività di mercato di quei prodotti che concentrano sempre più il vantaggio competitivo nelle specificità socio-culturali, dell’ambiente e del paesaggio, dei valori storico artistici dei tanti e differenziati sistemi vitivinicoli locali.

Forti dell’importanza della qualità e tipicità, consapevoli che “l’unione fa la forza” e che quindi il sistema filiera è l’unico modo per affrontare e risolvere i problemi e per trovare soluzioni innovative per ogni esigenza, grazie alla notevole integrazione dei vini delle tre regioni Piemonte Veneto e Toscana a livello produttivo, di trasformazione, di commercializzazione, e relativamente a logistica e comunicazione, i consorzi proponenti, si sono associati, principalmente al fine conseguire i seguenti obiettivi:
• adeguare e migliorare tutte le fasi produttive
• cercare, puntando sulla qualità dei vini, di contrastare l’attuale condizione del mercato mondiale, contrassegnata dall’ingresso di prodotti competitivi provenienti dall’Australia, dal Sud Africa e dall’America Meridionale; ciò costituisce per il vino italiano un seria minaccia che, se non fronteggiata, può risolversi in un grave fattore di crisi;
• introdurre forme organizzative a carattere interprofessionale, innovative, ovvero coinvolgimento coordinato degli operatori, in tema di controlli di qualità, ricerca e promozione, longitudinalmente (scambio di know how e maggiore organizzazione) e trasversalmente (scambio di know how). Tale coordinamento, solo di recente riconosciuto formalmente dal legislatore, verrà realizzato in maniera significativa grazie alle figure dei consorzi di tutela dei vini;
• realizzare e sviluppare tecniche e strumenti atti a garantire un effettivo controllo di qualità a tutela di produttori e consumatori dei vini oggetto della filiera;
• introdurre innovazioni di prodotto e di processo finalizzate a migliorare la competitività dei vini oggetto della filiera, mediante una migliore integrazione tra imprese e ricerca;
• diffondere la conoscenza delle caratteristiche di pregio dei medesimi, incluse le connesse valenze territoriali, attraverso adeguate strategie di marketing coordinato, al fine di valorizzare insieme al prodotto vino anche altre risorse (culturali e ambientali) presenti nei territori delle diverse DOC/DOCG della filiera;

Gli elementi di innovatività di processo/prodotto cui il piano progettuale intende mirare consistono:
• in una forma organizzativa a carattere interprofessionale innovativa finalizzata al coordinamento fra i diversi consorzi di tutela proponenti il progetto in termini di controllo della qualità, attività di ricerca, strategie di marketing
• nelle sinergie conseguibili attraverso la condivisione di esperienze conseguente a questa nuova forma organizzativa
• nel proporre all’estero una gamma completa di vini in grado di soddisfare ad alti livelli qualitativi tutte le occasioni di consumo
Essi sono in grado di produrre un miglioramento dei margini di profitto lungo tutta la filiera dei vini DOC/DOCG, sia attraverso un incremento delle vendite che attraverso una maggiore efficienza dei processi produttivi e delle attività di marketing.