Chi siamo
La filiera Territori DiVini comprende tra i più famosi vini DOC e DOCG e riguarda tre regioni (Piemonte, Veneto e Toscana) che da sole coprono oltre i due quinti della produzione nazionale di vini a denominazione in volume.
I vini DOC/DOCG Veneti - Asti spumante - Chianti Classico si contraddistinguono per una consistente complementarietà fra le tipologie dei vini implicati:
a) un rosso di marcata eccellenza internazionale, il Chianti Classico, in genere assoggettato a periodi di invecchiamento medio-lunghi,
b) alcuni vini veneti rossi freschi con caratteristiche organolettiche e modalità di uso scarsamente sovrapponibili al precedente;
c) una gamma variegata di vini veneti bianchi di qualità, in grado di soddisfare ogni abbinamento;
d) un vino spumante dolce (Asti) di notevole rinomanza, che per caratteristiche e occasioni di consumo non è in competizione con gli spumanti veneti (in primis il Prosecco);
e) alcuni vini passiti del Veneto.  

L’unione dei vini DOC/DOCG delle tre regioni consente una ricchezza di offerta unica in Italia ed in grado di rispondere con grande flessibilità alle richieste di un mercato che è caratterizzato da forte segmentazione della domanda e dalla crescente competizione internazionale.

Nel 2006 si è costituita la Soc. Consortile Territori Divini. Ai sensi dell’art. 2 del Decreto 1 agosto 2003 "Criteri, modalità e procedure per l’attuazione dei contratti di filiera" emanato dal Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, scopo essenziale della società è la sottoscrizione di un "contratto di filiera" con il Ministero delle Politiche Agricole e  Forestali in rappresentanza dei "soggetti della filiera", cioè delle imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli nonché delle imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione. Il contratto sarà finalizzato alla realizzazione di un programma di investimenti integrato a carattere interprofessionale avente rilevanza nazionale e da svilupparsi nei diversi segmenti della filiera agroalimentare in un ambito territoriale multiregionale.
La società potrà pertanto svolgere le seguenti operazioni:
a) quale responsabile dell’intero contratto di filiera provvede a fornire al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali garanzie fidejussorie nei tempi e con le modalità indicate nella Circolare del 2/12/2003 attuativa del D.M. 1 agosto 2003 rivalendosi eventualmente nei confronti dei singoli beneficiari;
b) la prestazione e il coordinamento dei servizi rivolti a far partecipare ai benefici del contratto di filiera tutti i soggetti della filiera come sopra individuati;
c) l’assistenza e la tutela degli interessi dei vari soggetti relativamente alla gestione dei finanziamenti conseguenti all’esecuzione delle opere previste nel contratto di filiera;
d) la promozione e l’attuazione di studi e ricerche aventi ad oggetto i mercati di sbocco dei vini prodotti nei territori  di competenza dei tre Consorzi;
e) la realizzazione di azioni di promozione, propaganda e pubblicità rivolte al mercato nazionale ed estero delle produzioni e servizi forniti dai soggetti della filiera;
f) la raccolta, l’analisi e la diffusione di informazioni sulla produzione e sul  mercato dei vini a D.O.;
g) l’assistenza e la consulenza nel campo dell’analisi e della certificazione della qualità di prodotti, processi produttivi e sistemi aziendali del settore vitivinicolo;
h) le prestazioni di servizi amministrativi, anche mediante sistemi informatici, a favore di operatori del settore;
i) la promozione e costituzione di società ed imprese operanti nei diversi settori di servizi ed ausiliari e la partecipazione, sotto qualsiasi forma consentita dalla legge, in imprese e società costituite e costituende.
La società, potrà, in sostanza, compiere qualsiasi operazione, anche se non compresa nell’elenco di cui sopra, che sia ritenuta necessaria o utile al raggiungimento dello scopo sociale.

Soggetti Aderenti
I soggetti della filiera Territori DiVini sono le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione dei vini DOC e DOCG, le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione, tutte coordinate e “guidate” dai  Consorzi di Tutela interessati.
In particolare i principali attori che costituiscono questa filiera vitivinicola, ad ampia articolazione geografica, direttamente interessati dal contratto ad essa relativo sono:
1. Aziende viticole, dedite esclusivamente alla produzione di uva, destinata ad essere venduta alle industrie enologiche e – in taluni casi – ad altre aziende vitivinicole o conferita alle cantine sociali per la successiva trasformazione in vino;
2. Aziende vitivinicole, che oltre alla produzione di uva la trasformano in vino, seguendo il processo anche in fasi successive alla fermentazione (imbottigliamento, invecchiamento, e talora anche spumantizzazione) e sovente ne destinano frazioni più o meno rilevanti alla vendita diretta;
3. Aziende cooperative (cantine sociali), che trasformano l’uva per conto dei soci e svolgono un ruolo più o meno rilevante nella commercializzazione del vino ottenuto;
4. Industrie enologiche private, che trasformano l’uva acquistata o in alcuni realtà il mosto-vino) e seguono la commercializzazione del prodotto finale, in genere avvalendosi di un marchio proprio. Alcune svolgono pure alcuni fasi del processo di trasformazione per conto terzi (es. spumantizzazione o imbottigliamento)
5. Consorzi di tutela di primo e di secondo grado, svolgenti funzioni di controllo della qualità, promozione e ricerca.
I Consorzi proponenti soci della Territori Divini Soc. Consortile sono:
a) Consorzio per la Tutela dell’Asti
b) Consorzio Vino Chianti Classico
c) Unione Consorzi Vini Veneti DOC
Gli altri Consorzi che hanno aderito al Contratto di Filiera sono Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Arcole, Consorzio Volontario Tutela Vini Soave e Recioto di Soave, Consorzio di Tutela Vini Lessini Durello DOC, Consorzio Volontario per la Tutela della Denominazione di Origine Controllata dei Vini Colli Euganei e Consorzio per la Tutela dei Vini Montello e Colli Asolani.
In stretta collaborazione con le imprese, hanno già contribuito significativamente al processo di sviluppo della filiera vitivinicola (revisione dei disciplinari di produzione, gestione amministrativa della Denominazione di Origine, attività di comunicazione). Oggi nel momento in cui la normativa vigente tende ad attribuire a questi enti il controllo erga omnes, e il consumatore richiede garanzia sull’origine e sul rispetto dei disciplinari, oltre ad una elevata capacità progettuale perché l’offerta si adegui alla dinamica della domanda, ad essi viene richiesto di rafforzare la loro azione sulle funzioni propositiva, di tutela e di vigilanza, anche attraverso la formazione culturale - preparazione professionale dei soci per sollecitare innovazione di prodotto e di processo.

Le aziende coinvolte nel progetto sono complessivamente 93 così distinte per regione:
6 aziende del Piemonte
63 aziende della Toscana
24 aziende del Veneto

La Filiera Territori Divini
Con il contratto di filiera, finalizzato alla realizzazione di un programma di investimenti integrato a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale (la produzione coinvolta di vini DOC/DOCG ha un valore di oltre  251 milioni di euro), sono previsti investimenti che partendo dalla produzione agricola, si sviluppano nei diversi segmenti della filiera, in un ambito territoriale multiregionale.

Il Consorzio per la Tutela dell’Asti, il Consorzio Vino Chianti Classico e l’Unione dei Consorzi Vini Veneti DOC (UVIVE), riuniti in associazione, hanno dato vita alla filiera Territori DiVini, ponendosi quali motori dello sviluppo di tutta la filiera, attraverso la tutela dei rispettivi marchi collettivi e la loro valorizzazione e compenetrazione; tutto ciò in forza:
- della quantità di prodotto di qualità presente nelle tre regioni (a livello di immagine Veneto, Piemonte e Toscana sono le più importanti realtà nazionali e mondiali),
- della complementarietà e non competitività dei vini considerati,
- del medesimo modo di operare dei Consorzi di Tutela delle varie Denominazioni riconosciuti dal Ministero quali soggetti incaricati della tutela e della promozione per la valorizzazione del vino a Denominazione,
- della possibilità di operare unitariamente in molte azioni (ricerca, tracciabilità, promozione, comunicazione, innovazione tecnologica, ecc.) proprio per le caratteristiche comuni che i prodotti DOC/DOCG delle tre regioni hanno.

La filiera è composta da tre anelli verticali, corrispondenti alle tre fasi principali necessarie per ottenere il prodotto vino finito: VITICOLTURA, VINIFICAZIONE, IMBOTTIGLIAMENTO.

Ad essi si aggiungono tre anelli trasversali, relativi al CONTROLLO DI QUALITÀ SUL PROCESSO E SUL PRODOTTO, ALL’ATTIVITÀ DI RICERCA E ALL’AZIONE DI MARKETING (promozione, ricerche di mercato e pubblicità) a favore di tutti gli attori coinvolti negli anelli verticali.

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Alla base della filiera c’è la costituzione della Soc. Consortile TERRITORI DIVINI tra il Consorzio per la Tutela dell’Asti, il Consorzio Vino Chianti Classico e l’Unione dei Consorzi Vini Veneti DOC.

Tutte le azioni del progetto previste dai Consorzi a favore dei loro associati e relative agli anelli trasversali del controllo di qualità sul processo e sul prodotto, della ricerca e del marketing, verranno portate avanti congiuntamente dai tre Consorzi con la nuova società consortile nel senso che le decisioni, la metodologia e le strategie di intervento verranno decise di comune accordo e in alcuni casi (marketing, promozione pubblicitaria, ecc.) saranno realizzate insieme.

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La capacità di creare un sistema di relazioni con istituzioni pubbliche e private e con gli altri attori della filiera assume un ruolo primario onde consentire alle imprese delle filiera di accedere ad un più ampio spettro di risorse, competenze ed informazioni tali da favorire le aziende nel fronteggiare adeguatamente i diversi fattori critici di successo precedentemente descritti.
Il ruolo relazionale e di coordinamento si espliciterà in molteplici direzioni quali, ad esempio nella promozione di attività di ricerca e sperimentazione, in interventi di comunicazione in strumenti di comunicazione quali radio, televisione o stampa generica.